Voucher Digitalizzazione: domande dal 30 gennaio

Voucher Digitalizzazione: domande dal 30 gennaio

Voucher digitalizzazione per le PMI, invio domande dal 30 gennaio fino al 9 febbraio 2018: requisiti, risorse e spese ammissibili.

La procedura per richiedere il voucher digitalizzazione per le PMI prenderà il via dalle ore 10.00 del 30 gennaio 2018 e fino alle ore 17.00 del 9 febbraio 2018, previsti dal decreto Destinazione Italia per l’acquisto di hardware, software e servizi specialistici finalizzati alla digitalizzazione dei processi aziendali e all’ammodernamento tecnologico (decreto-legge n. 145 del 23 dicembre 2013). Sarà possibile iniziare a compilare le domande già a partire dal 15 gennaio 2018.

Requisiti e spese ammissibili

La misura inserita nel Destinazione Italia prevedeva la concessione di finanziamenti a fondo perduto in forma di voucher di importo non superiore a 10mila euro, a copertura al massimo del 50% del totale delle spese ammissibili, per:

·         l’acquisto di software, hardware o servizi che consentano il miglioramento dell’efficienza aziendale;

·         lo sviluppo di soluzioni di e-commerce;

·         la connettività a banda larga e ultralarga da parte delle imprese;

·         la formazione qualificata, nel campo ICT, del personale delle piccole e medie imprese.

Poi la legge di conversione n. 9/2014 ha ampliato le finalità dei voucher digitalizzazione, ammettendo anche interventi per:

  • la modernizzazione dell’organizzazione del lavoro, favorendo l’utilizzo di strumenti tecnologici e forme di flessibilità, tra cui il telelavoro;
  • permettere il collegamento alla rete internet mediante la tecnologia satellitare, attraverso l’acquisto e l’attivazione di decoder e parabole, nelle aree in cui le condizioni geomorfologiche non consentano l’accesso a soluzioni adeguate attraverso le reti terrestri o laddove gli interventi infrastrutturali risultino scarsamente sostenibili economicamente o non realizzabili.

Possono presentare richiesta di voucher digitalizzazione le PMI che:

  • abbiano sede legale sul territorio nazionale e siano iscritte al Registro delle imprese della Camera di commercio territorialmente competente;
  • non abbiano ricevuto altri contributi pubblici per le stesse spese;
  • non si trovino in stato di fallimento, liquidazione o altre situazioni equivalenti secondo la normativa vigente.
Rating di legalità

Il possesso del rating di legalità rappresenta un elemento utile per poter ottenere il contributo massimo previsto dal Ministero dello Sviluppo Economico per il voucher digitalizzazione.

Il MiSE con la delibera CIPE del 10 luglio 2017 pubblicata in Gazzetta Ufficiale, ha definito i termini per la presentazione delle domande di voucher digitalizzazione e ha completato la dotazione finanziaria dello strumento suddividendola tra le regioni.

Il Ministero ha previsto infatti una riserva del 5% delle risorse finanziarie assegnate a ciascuna Regione per la concessione del voucher a beneficio delle micro, piccole e medie imprese che rientrino nell’elenco delle imprese che hanno conseguito il rating di legalità di cui alla delibera n. 24075 del 14 novembre 2012 dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato.

Ripartizione risorse

Il plafond complessivo per il voucher digitalizzazione è di 100 milioni di euro per i voucher, a valere sui fondi strutturali europei, nell’ambito del Programma Operativo Nazionale (PON) Imprese e Competitività 2014-2020 ( 32.543.679 euro), con il contributo del Fondo per lo sviluppo e la coesione2014-2020 (67.456.321 euro).

Nel caso in cui l’importo complessivo dei voucher richiesti risultasse superiore ai 100 milioni disponibili, il MiSE procederà al riparto delle risorse in proporzione al fabbisogno di tutte le imprese ammissibili alle agevolazioni, senza alcuna priorità connessa al momento della presentazione della domanda.

Entrando nel dettaglio delle risorse FSC 2014-2020 assegnate al Centro-Nord, queste sono così distribuite:

  • Piemonte: 7.728.051,34 euro;
  • Valle D’Aosta: 226.283,32 euro;
  • Lombardia: 15.784.825,34 euro;
  • Trentino-Alto Adige: 1.963.323,46 euro;
  • Veneto: 8.532.862,46 euro;
  • Friuli-Venezia Giulia: 1.801.739,68 euro;
  • Liguria: 2.677.407,58 euro;
  • Emilia-Romagna: 8.018.024,20 euro;
  • Toscana: 6.921.569,81 euro;
  • Umbria: 1.582.662,46 euro;
  • Marche: 2.983.929,22 euro;
  • Lazio: 9.235.642,13 euro.

Le risorse del PON Imprese e Competitività 2014-2020 assegnate alle Regioni meno sviluppate e in transizione sono così assegnate:

  • Abruzzo: 2.488.320,19 euro;
  • Molise: 600.787,08 euro;
  • Sardegna: 2.778.176,50 euro;
  • Basilicata: 1.018.138,99 euro;
  • Campania: 9.120.363,89 euro;
  • Calabria: 3.008.266,82 euro;
  • Puglia: 6.373.983,59 euro;
  • Sicilia: 7.155.641,94 euro.

 

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Fonti:

Delibera 10 luglio 2017 – Gazzetta ufficiale 12 ottobre 2017

MiSE

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